in questi due anni ho frequentato alcuni uomini, utilizzando QUASI sempre il preservativo, ma sinceramente non SEMPRE.
Dall'ultimo test hiv effettuato, a maggio, a oggi ho avuto due brevi frequentazioni, entrambe con persone che conosco bene ma con le quali comunque non mi va di discutere l'argomento. Con il primo i rapporti sono stati due e sono stati protetti dal preservativo, il quale però si è letteralmente squarciato nel secondo rapporto, non sò in quale momento del rapporto e per fortuna in assenza di sperma all'interno dello stesso. Devo dire che il rapporto è stato abbastanza lungo in termini di tempo e che credo che il problema fosse la taglia del preservativo, diciamo che è ragionevole ritenere che io abbia avuto un rapporto vaginale scoperto di almeno 30 minuti, senza però entrare sicuramente in contatto con lo sperma dato che a seguito della rottura del preservativo, ho deciso di far raggiungere in altro modo l'orgasmo al mio partner. ECCO QUINDI LA PRIMA DOMANDA: il rapporto recettivo vaginale come è successo a me, che credo possa paragonarsi ad un coito interrotto, è davvero rischioso quanto quello completo? inoltre, se è vero che la carica virale contenuta nel liquido prespermatico non è sufficiente ad infettare, perchè invece il rapporto vaginale e quindi la mera penetrazione lo è? ovviamente in assenza di lesioni, perchè è chiaro che in presenza di lesioni il contatto diviene sangue mucosa, o addirittura sangue sangue.
La seconda situazione è invece più "rischiosa", presumo, ciò perchè, nonostante si tratti di un mio amico di vera lunga data, che per altro dichiara di fare periodicamente le analisi del caso, motivi per i quali mi sono concessa a lui senza preservativo direttamente, per il periodo in cui lui era in vacanza dove mi trovavo io, dovendo chiudere la nostra relazione per ragioni di distanza: vive dall'altra parte del mondo. Insomma mi sono fidata, lo sento anche, abbiamo parlato dell'argomento, ma io ovviamente non mi fido. Qui non è una rottura di preservativo ma un coito interrotto, reiterato, si parla almeno di 10 rapporti, senza APPARENTI incidenti. MAI ingoiato sperma ne praticato rapporti orali.
Da quest'ultimo rapporto è ormai trascorso un mese, quindi di sicuro farò il test anche per una questione di etica essendo donatrice.
L'argomento però sul quale mi preme avere delucidazioni è quello dei sintomi. HO PERFETTAMENTE CHIARO CHE I SINTOMI NON FANNO LA DIAGNOSI e NON INTENDO NON FARE IL TEST O CONVINCERE QUALCUNO A NON FARLO, cerco soltanto risposte per evitare di fare un test ogni singola volta che ho un rapporto sessuale (cosa che si è verificata in questi due anni), perchè la cosa inizia a sfuggirmi di mano e ho paura possa rovinare il mio rapporto con il sesso.
LA DOMANDA è LA SEGUENTE: QUANDO SI PARLA DI SIEROCONVERSIONE ASINTOMATICA, ci si riferisce DAVVERO alla TOTALE assenza di sintomi? oppure, dato che la maggior parte della persone ha rapporti sessuali a iosa e con chiunque senza nemmeno farsi sfiorare dall'idea dell'HIv, POI SE LO RITROVA E DICHIARA DI NON AVER AVUTO NESSUN SINTOMO PERCHè NON COLLEGA LA PRIMOINFEZIONE AL RAPPORTO? data la mia paranoia costante sull'argomento, posso arrivare alla conclusione che se non mi si alza nemmeno una linea di febbre dopo una rottura di preservativo/coito interrotto il test devo farlo lo stesso ma è ragionevole ritenere che io non abbia nulla? Inoltre, perchè tutti i virus creano una reazione del corpo e proprio l'HIV invece no? Non è che dire che i sintomi non ci sono è una strategia di prevenzione per spingere più persone a fare il test? Forse in realtà i sintomi da sieroconversione ci sono sempre (aspecifici, più intensi o meno) solo che la gente non si sente malata o non li collega...e quando si parlà di asintomaticità ci si riferisce al periodo successivo a quello della sieroconversione? Non avere nulla non può escludere al 100% il contagio ma, mi domando, lo potrebbe escludere al 90%? e non è che in realtà bisognerebbe dire NON PERCEPIRE nessun sintomo, piuttosto che NON AVERE nessun sintomo? Spero che il tono non appaia polemico perchè non lo è, cerco solo di capire.
TERZA DOMANDA, se una persona se la sentisse di rischiare un pò, sarebbe corretto dire che il coito interrotto non elimina le possibilità di contagio, ma le riduce e dato che nel rapporto vaginale la trasmissione è abbastanza difficile, evitando anche lo sperma in bocca nei rapporti orali, ci si mette più o meno al sicuro e non occorre testarsi ad ogni rapporto, ma magari una volta l'anno?
Vi ringrazio se vorrete rispondermi, queste delucidazioni mi consentirebbero davvero di vivere la mia sessualità con moltà piu serenità
